Alice, Chiara, Francesca, Giosuè, Silvia, Thomas

scuolalavoroAlice, Chiara, Francesca, Giosuè, Silvia, Thomas, sono ragazzi che frequentano il liceo scientifico nella scuola salesiana di Villa Sora (Frascati). Da qualche tempo è stata attuata l’“Alternanza scuola-lavoro”, una modalità didattica innovativa che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini degli studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio.

Alice, Chiara, Francesca, Giosuè, Silvia, Thomas hanno svolto venti ore di “Alternanza scuola-lavoro” al Sacro cuore, dal 4 all’8 giugno, con suor Maria Jose Rey Merodio e suor Emilia Di Massimo, ma soprattutto l’hanno vissuta insieme ai ragazzi che, provenienti da svariate parti del mondo, frequentano il Centro giovanile. Insieme hanno cercato di comprendere qualcosa di più del verbo essere ed avere e di complicate operazioni matematiche; hanno suonato insieme il pianoforte e indicato a tre future mamme i termini principali che dovranno usare quando nascerà il loro bimbo, hanno cercato opportunità lavorative con chi desidera avere un’occupazione. Supportate dai ragazzi del servizio civile volontario, in particolare da Giulia Ferente, i ragazzi si sono messi davvero in gioco, anche per i momenti formativi che, prevalentemente, si sono svolti ascoltando le testimonianze di giovani che, prima di giungere in Italia, hanno vissuto esperienze forti e dolorose.

Alice, Chiara, Francesca, Giosuè, Silvia, Thomas, ragazzi come tanti, quindi anche con luoghi comuni assimilati inconsapevolmente riguardo ai rifugiati, ma che hanno avuto la capacità di cambiare, forse pensando ed ascoltando maggiormente il cuore, tanto da riconoscere che la loro agiata condizione può essere un’opportunità per donare a chi ha di meno.

La condivisione finale dell’esperienza ha un denominatore comune per i ragazzi: la gioia di aver donato gratuitamente qualcosa di sé, ricevendo molto di più; il desiderio di proseguire un servizio che arricchisce e matura. Quindi, ringraziandoli, non possiamo che dire loro: a presto, ragazzi! 

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