Esterno della Basilica del Sacro Cuore

Roma_-_Basilica_del_sacro_cuoreLa facciata: Il materiale utilizzato è il travertino di Tivoli su basamento realizzato dai fratelli Ugolini e la parte restante ad opera dell’ingegnere Bardo Bardi. La parte inferiore è divisa in tre scomparti corrispondenti ai tre portali d’ingresso (realizzati dai falegnami di Valdocco), mentre nella parte superiore vi è un unico settore “mosso” da una elegante trifora. La parte più alta termina con un timpano triangolare ai cui lati sono posti due angeli di Angelo Benzoni che guardano la croce. Al centro si trova lo stemma di Leone XIII. Sul ripiano a sinistra è posta la statua di Sant’Agostino, a destra la statua di San Francesco di Sales. I tre portali sono sormontati da tre lunette con mosaici, realizzati dalla Società Musiva di Venezia su disegno di Angelo Zoffoli che raffigurano al centro il Sacro Cuore, a sinistra San Giuseppe e a destra San Francesco di Sales.

sacro-cuore-via-marsalaIl campanile: in travertino di Tivoli, è rimasto incompiuto fino al 1931. Si presentava come una massiccia torre quadrata, in contrasto con le forme slanciate del complesso. Uno dei due piani superiori alloggia 5 campane, fuse dalla ditta Bozzozero Bianchi di Varese su ordinazione di don Bosco. Furono benedette solennemente dal card. vicario Lucido Maria Parocchi il 3 dicembre 1887 alla presenza del sindaco di Roma, il principe Torlonia. Nel 1929 don Bosco fu dichiarato beato da papa Pio XI: per l’occasione, gli ex allievi argentini vollero regalare una grande statua del Sacro Cuore in segno di riconoscenza per le le missioni salesiane in Argentina. La statua, alta 6,50 metri e del peso di 16 quintali, è di rame sbalzato e cesellato a mano e dorato a foglie di oro zecchino. Il bozzetto è dello scultore Enrico Cattaneo di Torino, realizzato poi a Milano nel laboratorio del comm. Riccardo Politi. La statua fu benedetta dal Rettor Maggiore Don Filippo Rinaldi il 19 giugno 1931. Sfruttando le strutture edilizie allestite per collocare la statua, fu riportato nella torre campanaria il “campanone” che si era incrinato ed era stato rifuso dalla ditta Bozzozero di varese. La statua, malamente restaurata negli ultimi anni del secolo XX, è stata “ridorata” nel 2008, contemporaneamente alla Basilica, dalla Ditta Castelli. Il 31 gennaio 2010, presenti il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il vicedirigente di Roma Mons. Luigi Moretti, l’ispettore dell’ICC (Italia Circoscrizione Centrale) don Alberto Lorenzelli ha benedetto la statua restaurata.