Festa di Madre Mazzarello

Una felicità traboccante!

Madre Mazzarello nasce a Mornese, un paese dell’alessandrino, il 9 maggio 1837, morirà il 14 maggio del 1881. La sua fu un’esistenza breve ma radicata nell’essenzialità e nella saggezza evangelica; la sua vita fu ricca di scelte coraggiose. Il segreto della sua santità è da ricercare nella personalità forte e determinata, sostenuta ed alimentata da una fede robusta che nasce e si sviluppa in un contesto geografico rurale, povero, un contesto non estraneo al clima di restaurazione ottocentesca.mm-2013

I primi anni della sua vita, quelli che potrebbero essere definiti “dell’iniziazione cristiana”, sono caratterizzati da un clima familiare semplice e sereno che la portò ad una graduale conoscenza del mondo, di se stessa e di Dio, cammino nel quale spicca l’apporto della figura paterna. Il padre, uomo saggio ed essenziale la guidò in un percorso di conoscenza e di verità di se stessa, fu un uomo capace di conciliare lavoro, preghiera, vita familiare e impegno parrocchiale. Fu probabilmente dall’esperienza vissuta in famiglia che Maria Domenica scoprì il lavoro e lo studio come mezzi educativi di realizzazione personale, di crescita umana e di formazione professionale.

La sua serenità, la gioia di cui si fece portatrice e la capacità di costruire relazioni vere e profonde provenienti dalla certezza della presenza e vicinanza di Dio, è quanto la caratterizzava. Tra il 1860 e il 1872 Maria Mazzarello, dopo un cammino di unificazione e di personalizzazione di fede, visse un periodo di crisi d’identità che sfociò in una nuova e rinnovata conversione segno e desiderio di cercare con tutta se stessa la santità anche a costo di rinunce sofferte. La crisi chiede sempre un cambiamento e se è autentica sfocia in una decisione. Fu così anche per Maria Domenica.

La malattia del tifo, contratta nel 1860, dopo aver prestato assistenza ad un parente infetto, fu per lei occasione per vivere in prima persona l’esperienza della fragilità fisica, psicologica e spirituale. Fu il tempo dell’incertezza, della paura e di una forte insicurezza che la portarono a scegliere di ricostruirsi totalmente come persona nuova.

Dio scelse la via della povertà, la via della spoliazione da ogni certezza e da ogni progetto puramente umano per indicarle la strada del totale e fiducioso abbandono alla Sua volontà. Non fu un’esperienza razionale e puramente intellettuale, ma un incontro col Dio della vita, non fu semplice accettazione di una volontà, ma dialogo vissuto e sofferto tra due libertà.

L’indicazione più importante della volontà di Dio la ricevette nella primavera del 1861 sulla collinetta di Borgoalto, durante una passeggiata nel periodo della convalescenza: Maria ebbe la visione di un caseggiato, simile ad un collegio pieno di giovinette e sentì una voce che diceva: “A te le affido”. Fu il segno che Dio le diede come indirizzo di vita nuova e come missione da portare a termine. Spossata fisicamente dalla malattia, Maria, non più in grado di continuare la vita dei campi, si diede in tutto e per tutto all’educazione delle ragazze di Mornese. L’apertura di un laboratorio di cucito con l’amica Petronilla, fu l’occasione per radunare le giovani del paese, prendersi cura delle orfane condividendo con loro anche momenti di festa e di preghiera. Maria Domenica più che maestra d’ago si rivelò splendida formatrice delle ragazze il suo lavoro diventò per loro strumento educativo.

L’incontro con don Bosco nel 1864 segnò nella vita di Maria Mazzarello una svolta. Don Bosco vide nella giovane colei che Dio aveva indicato per estendere l’opera di salvezza della gioventù. Pur non essendosi mai incontrati prima, si verificò nell’incontro tra i due santi una straordinaria vicinanza di azione e spirito, come se don Bosco e Maria Mazzarello avessero “da sempre” condiviso gli stessi ideali, sogni, speranze e lo stesso stile educativo. Gradatamente, si delinearono i tratti dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (o Salesiane di don Bosco).

Coniugando l’attenzione ai giovani e alla loro educazione, con l’evoluzione della cultura e i luoghi concreti in cui si costruisce il sistema di valori di una società, le Figlie di Maria Ausiliatrice oggi cercano di vivere la spiritualità inaugurata da don Bosco e Madre Mazzarello, una spiritualità traboccante di felicità perché radicata sulla terra ma con lo sguardo rivolto al cielo!

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