Interno della Basilica

La progettazione architettonica è del Vespignani che, in quella ornamentale, fu aiutato dall’ingegnere Valentino Grazioli, mentre l’esecutore fu Giuseppe Pierozzi.

Pareti della Navata Centrale e Soffitto: nelle pareti, sopra gli archi sorretti da 8 colonne monolitiche di granito di Baveno (Novara), Cesare Caroselli ha dipinto 12 profeti.
Nel soffitto, Virginio Monti ha dipinto 4 episodi che illustrano la misericordia di Dio: Gesù e la Samaritana, Gesù tra i fanciulli, Gesù e l’adultera, il figliol prodigo. Al centro abbiamo il Sacro Cuore, opera in legno dorato di Andrea Bevilacqua.

Pareti e Soffitto del Transetto: partendo da destra troviamo dipinti 8 apostoli con i 4 evangelisti. Al centro degli archi, due tondi con Gesù istituisce l’eucarestia e Gesù Buon Pastore. Nel soffitto, Annunciazione Natività ad opera di Virginio Monti e al centro il primo stemma della Congregazione Salesiana, voluto da Don Bosco.

Altare Maggiore: è composto di 4 colonne di marmo con capitelli corinzi dorati; in alto un timpano triangolare con una colomba, simbolo dello Spirito Santo. Al centro, in un riquadro di marmi preziosi, la tela con l’immagine del Sacro Cuore, ispirata alla terza visione di Santa Maria Margherita Alacoque. Gli ornati marmorei provengono dalla basilica di San Francesco a Siena.

Altare di San Giuseppe: in origine si trovava nel Coro e veniva utilizzato per le celebrazioni parrocchiali che si svolgevano nel Coro poiché il corpo centrale era ancora in costruzione. Don Bosco volle questo altare per ricordare che la chiesa, nei progetti di Pio IX, doveva essere dedicata a San Giuseppe. L’altare è formato da due colonne di marmo con capitelli corinzi che sostengono un timpano spezzato. Nel centro si legge ITE AD JOSEPH. La tela è di Giuseppe Rollini, ex allievo di Don Bosco a Valdocco. San Giuseppe ha accanto la Vergine Maria, Gesù Bambino in braccio e, con la mano destra distesa, protegge la basilica di San Pietro, offerta da un angelo genuflesso. L’illusione al Santo Patrono della Chiesa Universale è chiaro.

Altare di Maria Ausiliatrice: fu donato dal principe Torlonia, sindaco di Roma, che lo fede trasportare dalla sua Villa sulla Nomentana. È composto da due colonne di marmo con capitelli corinzi sormontate da un timpano spezzato con il monogramma di Maria Ausiliatrice al centro. La tela è opera di Giuseppe Rollini, come risulta dalla firma e dalla data apposte nell’angolo in basso a destra. Il pittore ricevette suggerimenti da Don Bosco sulle modalità d’impostazione del quadro:Maria Ausiliatrice con il diadema di regina sul capo, con la destra stringe uno scettro e con la sinistra sostiene il Divin Figlio, anch’egli incoronato; intorno una schiera di angeli. nella parte inferiore, un paesaggio marino con il sole nascente. l’altare è ricco di marmi preziosi con un pregevole tabernacolo. Don Bosco, il 16 maggio 1887, vi celebrò la messa, l’unica celebrata nel tempio: si interruppe molte volte con un pianto a dirotto. tornato in sacrestia disse al segretario di aver capito quello che nel sogno di nove anni gli aveva detto la Madonna “a suo tempo tutto comprenderai”.

La cupola: il vasto presbiterio è sormontato da una cupola con occhio centrale e lanternino. Alla base della cupola, tra questa e i pennacchi, si legge una fascia azzurra con caratteri dorati la scritta: “Ibi cunctis diebus oculi mei et cor meum” (“Qui tutti i giorni i miei occhi e il mio cuore”). La parola “cor” sovrasta l’altare maggiore per accentuare la centralità del sacro cuore. Gli affreschi della cupola sono il capolavoro di Virginio Monti e si riferiscono al trionfo del Sacro Cuore. Al centro campeggia, su un trono di luce, la figura del Redentore che mostra alla confidente Santa Maria Margherita Alacoque, anch’essa in gloria, il suo cuore pieno d’amore. Accanto, in atto di umile adorazione, la beata Caterina da Racconigi, cui Gesù diede prove del suo umile amore. Da una parte e dall’altra di questo gruppo centrale, angeli recanti simboli della passione e inneggianti su cetre d’oro al cuore di Gesù. Via via poi, nel resto della fascia affrescata San Francesco di Sales, Santa Margherita, Santa Teresa, San Bernardo, Sant’Agostino, San Francesco d’Assisi, Santa Gertrude, San Bernardino da Siena, San Luigi Gonzaga e schiere di beati adoranti.
Nei quattro pennacchi della cupola, Cesare Caroselli affrescò Davide e i profeti maggiori per le profezie relative alla vita, alla missione redentrice e ai dolori dell’Uomo-Dio.