«Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”» (Mt 28, 1-10)

 

(Domenica 16 aprile 2017, Pasqua di Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo)

 

Non è raro che l’uomo di oggi, come le donne del Vangelo, continui ad andare alla ricerca di Gesù, il crocifisso, il morto.

Sembra quasi non essersi rassegnato al fatto che quella pietra che occludeva l’accesso al sepolcro sia stata rotolata via e che il sepolto non sia più lì.

Eppure il “Non è qui… È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete” da circa duemila anni è l’annuncio che vuole sconvolgere non solo la giornata e la vita delle donne che si recano al  sepolcro e dei contemporanei di Gesù, ma anche l’esistenza di ogni uomo e donna che riesce ad andare al di là del previsto, del programmato e dello stesso scontato.

La resurrezione di Gesù ci apre all’imprevisto, al nuovo di Dio che ci interpella e che continua a precederci e a volerci incontrare nelle nuove “Galilea” di ogni tempo e luogo.

La Galilea, il luogo delle origini, dell’inizio, continua ad essere il luogo del nuovo inizio e di un nuovo e continuo inizio con “il Vivente”.

Ancora oggi il Risorto ci precede nella nuova ed attuale “Galilea delle genti” che per noi è anche la Stazione Termini: non solo luogo di disagio, emarginazione e morte, ma anche luogo in cui il Risorto è presente per condividere con gli attuali “morti” o “presunti viventi” l’esperienza inedita della sua risurrezione che diventa per il credente appello alla novità di vita possibile con Cristo risorto ed esperienza concreta di ritorno alla vita per chi era morto: è l’esperienza dei ”risorti in Cristo”.

 

(don Raffaele Panno SDB)

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