«Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: “Dammi da bere”» (Gv 4, 5-42)

 

(Domenica 19 marzo 2017, III di Quaresima)

 

Gesù continua ad essere testimone della vicinanza di Dio ad ogni uomo: Egli non esclude nessuno e va in cerca di tutti per offrire pace e salvezza.

Al pozzo di Sicar Gesù prende l’iniziativa di rivolgere la parola ad una donna samaritana che si reca al pozzo verso mezzogiorno, l’ora più calda, per non essere vista da nessuno e non essere giudicata: fugge da se stessa e dagli altri cercando lontananza.

Gesù si fa mendicante e chiede a lei di dargli da bere: il ghiaccio è rotto.

La donna esprime la sua meraviglia per il gesto di vicinanza di un Giudeo verso una Samaritana e Gesù si rivela a lei come colui che dona acqua che estingue la sete in eterno donando sorgente di acqua viva.

È l’esperienza che fa la donna stessa che mette a nudo la sua sete di verità, di amore autentico, di felicità abbandonando i surrogati di cui viveva e ritrovando la bellezza di se stessa, dell’incontro e della verità a cui viene restituita.

Colei che rifuggiva la presenza e lo sguardo altrui corre verso la città raccontando quanto aveva vissuto e trasforma la sua esperienza in annuncio che convoca i propri concittadini presso Gesù verso il quale proclamano la loro fede.

 

(don Raffaele Panno SDB)

Leggi gli altri Commenti alla Parola

 

Questa voce è stata pubblicata in Foglietti bianchi. Contrassegna il permalink.