(8 aprile 2012, Domenica di Pasqua)
Le donne. Proprio loro, che nella cultura ebraica, ai tempi di Gesù, erano considerate marginali e acquistavano un po’ di significato sociale solamente quando diventavano madri;
le donne, considerate deboli e fragili dagli uomini, stanno sotto la croce per sostenere e condividere la passione di Gesù;
le donne “di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levar del sole…per andare a ungere il corpo di Gesù“.
Sono le donne le prime testimoni della Risurrezione, loro che non potevano testimoniare nel tribunale ebraico; loro, considerate inattendibili, visionarie, troppo emotive, sono le elette da Dio per essere “apostole” per gli Apostoli e per tutta la Chiesa. Anche per noi oggi!
“Non abbiate paura!… Andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto“.
Queste donne impaurite, ma ricche di tenerezza, di profondità di cuore e d’amore, donne attente e tenaci, che hanno continuato a seguire e a cercare Gesù cogliendo la meraviglia del Suo messaggio e del Suo Amore, ora non incontrano più un crocifisso. “È risorto, non è qui!”
E anche noi, oggi, seguendo il cuore di queste donne che sanno cercare, che sanno vedere l’invisibile, che sanno credere fidandosi della parola dell’Amato, dell’Amore, continuiamo a cercare GESÙ, sapendo di incontrarlo VIVO.
Gesù è risorto! È il VIVENTE!
Gesù è risorto! È Lui che ci dona la VITA VERA.
Gesù è risorto! Ora la tua Speranza è autentica. Ora puoi dirlo a tutti, vale la pena passare per la porta stretta, seguire Gesù, perdonare e amare come Lui, vivere nel Suo Nome, riconoscerlo SIGNORE.
Gesù è risorto: nulla è più come prima!
Alleluia! Alleluia!
(don Valerio)